Piacere e dovere: un dualismo da superare

Scrive Massimo Fini (Il vizio oscuro dell’occidente) ”La frustrazione deriva dal fatto di vivere nel migliore dei mondi possibili –così ci viene sempre ripetuto- nel rutilante e fantasmagorico Paese dei Balocchi, e di non essere né felici né sereni, ma divorati dall’angoscia, dalla nevrosi, dalla depressione, dall’anomia, in misura maggiore del più disperato abitante di un tugurio terzomondista. Perché in questo modello di sviluppo, basato sull’ossessiva proiezione del futuro…l’uomo non può mai raggiungere un punto di equilibrio e di pace…”

La frase  “prima il dovere e poi il piacere” è uno di quei luoghi comuni che ormai fa parte del nostro inconscio culturale;  una frase dall’apparenza innocua, eppure rovinosa. Vedere la vita con la lente di questo dualismo (piacere/dovere) rende l’una opposta all’altra e porta a vedere il piacere come un premio meritato rispetto ad un impegno gravoso e mai voluto.

Perché vedere queste due parole  piacere e dovere come due opposti? Perché vedere il dovere come qualcosa che non può essere piacevole?

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Conferenza: Quale lavoro per quale futuro

Lunedì 25 maggio alle ore 16,30, presso l’Incubatore Sociale di via Monsignor Bologna 15 a Campobasso, la dott.ssa Giulia Leonelli e la dott.ssa Mariagrazia de Lisio terranno una conferenza dal titolo: “Quale lavoro per quale futuro, l’importanza del saper costruire un progetto per il proprio futuro”.

La conferenza sarà patrocinata dal Comune di Campobasso e dall’Ordine degli Psicologi del Molise.

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Innamorarsi di un narcisista: l’altra faccia della medaglia

Nella storia del mito di Narciso i protagonisti sono due, anche se uno di loro resta in ombra, perché fa da amplificatore alla personalità del primo; si tratta di Eco, incantevole e spensierata ninfa della montagna che, al solo vedere il giovane Narciso, si innamora perdutamente di lui. La fanciulla, non corrisposta nell’amore, si lascia consumare a poco a poco dal dolore, fino a rinchiudersi in una grotta dove invocare invano il nome dell’amato che mai andrà a cercarla.

Il mito esprime bene le personalità infantili di entrambi i protagonisti, lui innamorato di sé stesso e lei incapace di riconoscere il proprio valore per via della sua immaturità affettiva.

Se il narcisista è colui che in una relazione recita la parte del lupo, la persona che si innamora di lui, nel teatro della vita, recita la parte dell’agnello.

Ma perché ci si innamora di un qualcuno incapace di sentimenti profondi e di preoccuparsi per il benessere dell’altro?
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Il narcisista: tipologie e scrittura

Che si tratti di un disturbo antico sono i Greci a narrarcelo con il mito di Narciso, un giovane molto bello e per sempre adolescente, presuntuoso e incapace di amare, morto cadendo in un fiume cercando di afferrare un pallido riflesso di sé nell’acqua.

Shakespeare ha descritto nella commedia “La Dodicesima notte” il narcisista nella figura di Malvolio, un uomo che a causa della sua incapacità profonda di guardare al di là del proprio egocentrico punto di vista associato alla sua tendenza a prendere lievi offese come attacchi devastanti, non è capace di cogliere le occasioni di felicità che la vita gli offre.

Chi è il narcisista?

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I meccanismi dell’ansia

L’ansia è una normale reazione di adattamento ad un pericolo o ad una prova importante; è una tensione leggera che permette di essere attivi e pronti al cambiamento.

L’ansia patologica è una reazione abnorme o sproporzionata di allarme rispetto ad un pericolo più o meno reale, oppure uno stato di allerta continuo senza causa apparente.  L’ansia diventa patologica e quindi frena l’individuo a causa di errori logici compiuti sulla concezione di sé e del mondo.

La vita, gli impegni, le relazioni che viviamo ci fanno sentire spesso stretti in una morsa temporale in cui dobbiamo trovare soluzioni.

La persona può darsi la possibilità di non sapere come risolvere un problema, ma farsi aiutare, o attendere  e pensare alle possibilità che in quel momento non si riescono a cogliere; questo sarebbe un bel modo di procedere del pensiero che allarga gli orizzonti e guarda varie prospettive.

Cosa scatena il circolo vizioso dell’ansia?

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