Innamorarsi di un narcisista: l’altra faccia della medaglia

Nella storia del mito di Narciso i protagonisti sono due, anche se uno di loro resta in ombra, perché fa da amplificatore alla personalità del primo; si tratta di Eco, incantevole e spensierata ninfa della montagna che, al solo vedere il giovane Narciso, si innamora perdutamente di lui. La fanciulla, non corrisposta nell’amore, si lascia consumare a poco a poco dal dolore, fino a rinchiudersi in una grotta dove invocare invano il nome dell’amato che mai andrà a cercarla.

Il mito esprime bene le personalità infantili di entrambi i protagonisti, lui innamorato di sé stesso e lei incapace di riconoscere il proprio valore per via della sua immaturità affettiva.

Se il narcisista è colui che in una relazione recita la parte del lupo, la persona che si innamora di lui, nel teatro della vita, recita la parte dell’agnello.

Ma perché ci si innamora di un qualcuno incapace di sentimenti profondi e di preoccuparsi per il benessere dell’altro?

Al di là dei motivi apparenti che potrebbero essere i seguenti:

  1. Fascino iniziale. Il narcisista è bravissimo nel suscitare interesse nell’altro; ha modi accattivanti, sa conquistare l’attenzione e stuzzicare il desiderio.
  2. Imprevedibilità. La persona sente l’altro come una continua sorpresa, perché il narcisista ama stupire colui/colei che in quel momento è l’oggetto della sua attenzione.
  3. Mettere l’altro sul piedistallo. Inizialmente il narcisista è capace di far sentire l’altro come la persona più importante e bella, salvo poi demolirla non appena si allontana dal suo ideale.

I motivi profondi che possono portare chiunque, in una fase difficile della propria vita ad essere vittima di un amore malato, di un incontro doloroso con una persona incapace di amare sono:

  1. Non sentirsi degni di amore. L’essere stati cresciuti nel biasimo e nella critica distruttiva sin da bambini, ha fondato dentro l’individuo un modello per cui l’amore passa attraverso il giudizio; la persona si è nutrita di disamore verso se stessa credendo di valere ben poco. Da questo ne è derivata l’idea che non si è degni d’amore.
  2. Sensazione di abbandono o rifiuto. La persona si è sentita abbandonata o rifiutata dai genitori e ha vissuto questo abbandono come un tradimento della fiducia. Il pensiero successivo è stato quello di sentirsi colpevole e meritevole di punizione; da questo il bisogno di cercare all’esterno continue conferme d’amore.

Le persone caratterizzate da questi vuoti profondi che minano la fiducia di sé  devono lavorare sulla crescita personale e sull’ansia di abbandono. La psicoterapia è il luogo della cura dove potersi confrontare con i temi fondanti che si trovano dentro quest’ansia: il potere personale, la propria identità intesa come equilibrio mentale e direzione di senso, il timore della solitudine.