Il narcisista: tipologie e scrittura

Che si tratti di un disturbo antico sono i Greci a narrarcelo con il mito di Narciso, un giovane molto bello e per sempre adolescente, presuntuoso e incapace di amare, morto cadendo in un fiume cercando di afferrare un pallido riflesso di sé nell’acqua.

Shakespeare ha descritto nella commedia “La Dodicesima notte” il narcisista nella figura di Malvolio, un uomo che a causa della sua incapacità profonda di guardare al di là del proprio egocentrico punto di vista associato alla sua tendenza a prendere lievi offese come attacchi devastanti, non è capace di cogliere le occasioni di felicità che la vita gli offre.

Chi è il narcisista?

In psicologia si distinguono due tipi di narcisismo:

  1. Il narcisista inconsapevole
  2. Il narcisista ipervigile

Il primo è quello che comunemente si  vede in giro come  arrogante, completamente autocentrato, con un costante bisogno di essere adulato ed apprezzato, incapace di ascoltare l’altro. Questo tipo di persona risulta insensibile perché  vive l’altro come uno specchio e non come un interlocutore. Egli tende a voler impressionare chi gli è vicino, adottando strategie che gli permettono di evitare l’umiliazione che deriva dal riconoscimento dei limiti delle proprie capacità, o dal riconoscimento di bisogni non soddisfatti.

Il secondo è invece molto sensibile alle reazioni degli altri, a volte inibito, tende a non mettersi al centro nelle situazioni perché teme il giudizio. Questo secondo tipo è pronto a cogliere nei discorsi dell’altro qualcosa che può ferirlo provando un’emozione di offesa e umiliazione. Dentro di lui alberga un profondo senso di vergogna connesso al segreto desiderio di esibirsi con modalità grandiose. Proprio per questo egli cerca di evitare le situazioni in cui potrebbe sentirsi vulnerabile, e quindi studia attentamente gli altri per non essere colto in fallo.

Possibili cause del narcisismo:

  1. Il genitore di un soggetto narcisista ovviava a tutte le delusioni della sua vita puntando sul figlio che, per usare le parole di Freud,“doveva avere tutto”.
  2. Il genitore di un soggetto narcisista si comportava con deferenza verso il figlio accontentandolo in tutti i suoi desideri.
  3. I fallimenti del bambino a scuola, nelle  attività venivano coperti dal genitore e allo stesso tempo vissuti come una grande delusione. Il fardello della perfezione era molto pesante. A volte il genitore diventava ipercritico e svalutante quando sentiva che il figlio non era in accordo, nelle sue scelte, con le proprie idee e gusti.
  4. Prevaleva una incapacità delle figure genitoriali di comprendere e rielaborare i vissuti del bambino. In genere il soggetto narcisista ha avuto una madre o un padre che non erano in grado di interpretare correttamente i  suoi bisogni affettivi.
  5. Rifiuto dei modelli di riferimento: il bambino, ma ancora di più l’adolescente cominciava a criticare in modo fortemente conflittuale i genitori; il soggetto si credeva autosufficiente e riteneva che nessun adulto fosse un modello da cui valesse la pena apprendere.

Tra gli atteggiamenti emotivi presenti sia nel narcisista inconsapevole che in quello ipervigile troviamo l’avarizia e l’invidia.

L’avarizia è prima di tutto avarizia di sé, del darsi agli altri e del prendere tutto ciò che interessa. E’ come uno stato febbrile che consuma la persona, non gli permette di stare tranquillo, di vivere con fluidità le situazioni della vita. L’avarizia costringe il soggetto in un continuo lavorio mentale, oppure lo mette, come nel caso del narcisista ipervigile, in un atteggiamento di ascolto e di correzione per non far vedere che è avaro elargendosi in gesti apparentemente generosi verso l’altro, ma che in realtà prevedono sempre un calcolo dietro. In grafologia i segni grafici che maggiormente esprimono l’avarizia sono: stretto di lettere, stretto tra lettere, ricci dell’ammanieramento, grafia studiata

Grafia Avarizia

L’invidia era per i greci una divinità allegorica chiamata Phthonos, genio malefico dal cuore divorato dai serpenti; era rappresentata con una mostruosa magrezza perché rosa da tutti i desideri inappagati. Ecco da dove muove questa emozione, da una fame vorace che si nutre della tristezza del bene altrui, perché questo diminuisce il proprio senso di gloria ed eccellenza. I successi dell’altro e le sue fortune sono vissute con falsa gioia, con profondo rodimento, tristezza e senso di diminuzione del proprio valore. In grafologia i segni grafici che maggiormente esprimono l’invidia sono: stretto di lettere e tra lettere, ricci del soggettivismo, grafia studiata, angoli C che danno la facoltà del saper fare per nascondere il sentimento dell’invidia ( risvolti curvilinei, flessioni e intrecci artistici sparsi, qualche angolo appuntito, fluidità della grafia).

Grafia Invidia

Ma quale destino per chi si innamora di un narcisista? Ne parleremo in un prossimo articolo